Inoltro il comunicato del centro sociale Casa Loca di Milano sullo stato d’emergenza e le truppe militari piazzate nelle grandi città di questo misero paese in cui: i sinceri democratici discutono appassionatamente sul fatto che forse si tratta di un provvedimento un po’ eccessivo, il popolino rimbecillito è tra l’indifferente e intimamente compiaciuto, mentre dall’opposizione parlamentare arriva qualche vocina flebile di indignazione oppure una critica dai presupposti totalmente sbagliati. I movimenti e le realtà politiche di base sono spiazzate e danno risposte isolate e frammentarie, da un lato dilaniate dai propri problemi interni, dall’altro schiacciati non solo da un costante peso delle autorità, ma soprattutto da un egemonia culturale basata sull’ignoranza, intellorenza, competizione e disvalori più abietti mascherati da una presunta normalità. La risposta dal basso urge disperatamente. Qualcuno si risveglierà da questa ipnosi l’autunno che ci attende? Qualche anno fa si promettevano autunni caldi, questo sarà gelido come la pietra in cui ti trasforma lo sguardo della Medusa se non ci sottraiamo al suo sguardo. Anche se tirare in ballo il mostro mitologico è quasi un’insulto per la Medusa stessa. L’unica metafora per descrivere l’attuale classe politica, imprenditoriale, quella middle class fascistizzata, quei residui operai berlusconizzati, quei precari menefreghisti che si identificano con i propri padroni, è lo zombi. Morte, cannibalismo, assenza dell’intelligenza, nessun’altro proposito tranne la voracità senza fine. Divagazioni a parte leggettevi questo comunicato di un collettivo che non ha mai perso la lucidità politica, il che non è poco in una città come Milano.