
l'arte della guerra
Ho preso in biblioteca “L’arte della Guerra” di Sun Tzu, il generale e lo stratega cinese del VI secolo A.C. Ho sempre avversato il testo perchè i vari yuppies, brokers, affaristi, farabutti e sanguisughe si riempiono la bocca con le citazioni dell’antico libro almeno dagli anni settanta, dando un’interpretazione da “manuale di come fottere il prossimo”. Bene, dopo aver letto la riflessione di Wu Ming a proposito mi sono deciso di leggerlo: che importanza ha quale interpretazione gli da un branco di stronzi che si estinguerà entro un secolo, di cui rimarrà solo il ricordo su come era stupida e avida l’umanità all’inizio del ventunesimo secolo. La strategia è soprattutto lungimiranza, quella che i magnanti dell’economia globale non hanno. Il capitalismo “no Future” non solo non conosce la strategia, ma alla prima crisi seria dopo più di trent’anni, pensa di trovare soluzione nella “pianificazione” e nel protezionismo.
Ma ecco l’articolo estratto da un numero del Giap, la newsletter del collettivo letterario:
Devo rileggere Manituana. Ho lasciato passare un anno, prima che esca la seconda parte del trittico voglio riprenderlo, l’avevo letto troppo in fretta, alcune cose mi sono sicuramente sfuggite.