Il racconto del post precedente era uscito, come dicevo, nell’agosto del 2001, sarà stato scritto uno o due anni prima, quindi nel pieno boom del movimento no/new/alter global – come preferite. Forse si sente un po’ di ottimismo, o almeno mi è parso così, finisce con uno spiraglio di speranza grazie al duro colpo inflitto al SYS da parte di un’azione congiunta tra i guerriglieri, hacker e l’intelligenza artificiale del RESYST. Forse era il clima di quel periodo. “You make plans, we make history”.
Già – Resyst…
Sette anni fa, più o meno a quest’ora, ero in Via Tolemaide a Genova con la gola riarsa dai gas CS, vedevo gente sconvolta ritirarsi dalle prime file. Stavano resistento all’aggressione dei CC: neri, minacciosi, con le tute antisommossa nuove di zecca, avevano attaccato il corteo a circa tre quarti del percorso autorizzato. Poi giunge la notizia del morto, come se tutti se la aspettavano, d’altronde l’avevano promesso – il potere – sorvegliare e punire. Ripristinare il consenso gravemente incrinato.
Tutti gli anni in questo periodo ripenso a quel ragazzo, poi alle centinaia di feriti, molestati e umiliati; quelle tecniche usate da tutti gli apparati di stato del mondo…
A Carlo, ai Trecentomila, a tutti coloro che resistono. Resistir es crear.