
Obelisco di Fra Dolcino innalzato nel 1907
Dopo tanti anni che mi frullano nella testa gli echi degli eretici dolciniani bruciati vivi o uccisi in battaglia sui fianchi di Monte Rubello – come un richiamo dal passato di chi ha sfidato l’ordine costituito a non dimenticare – finalmente ho iniziato a leggere “Fra Dolcino e gli apostolici: tra eresia, rivolta e roghi“, un libro del Centro Studi Dolciniani uscito per Derive Approdi nel 2000.
Ora che ci penso non ricordo bene dove ho sentito parlare per prima volta di Fra Dolcino. Probabilmente perchè viene menzionato ne “Il Nome della Rosa” di Eco letto anni fa, e successivamente, essendo rimasto affascinato, sono andato a cercare i riferimenti sugli apostolici altrove, venendo alla fine a conoscenza del Centro Studi Dolciniani. Questo fatto, tra l’altro, mi ha spinto poi a privilegiare le camminate in Val Sesia piuttosto che altrove, forse nella speranza di trovare qualche segno o qualche altro richiamo degli eretici lì defunti più di sette secoli or sono. Spazzati via gli eretici è rimasta l’eresia, continuando ad infiammare gli animi dei contadini di tutta l’Europa, almeno fino all’avvento del marxismo e dell’anarchismo, da quando non ci fu più bisogno di ispirazione religiosa per sfidare i potenti, l’ordine costituito e per rivendicare giustizia sociale, ugualianza, ridistribuzione dei beni. Tuttavia il fervore religioso che si sostituisce alle idee politiche e agli orizzonti ideologici sembra di nuovo in ascesa, anche se in contesti profondamente diversi e dagli esiti difficili da giudicare o prevedere…