SubKultural & PopKultural

Giugno 26, 2008

Io mi fido di te

Archiviato in: Letture — Tag:, , , , — sickdogs @ 8:01 pm

scartiIl livello di contraffazione, di inquinamento, di intossicazione, di manipolazione e di tutte le tecniche possibili e immaginabili per rivendere le derrate di cibo andato a male, avvelenato, di provenienza dubbia o pericolosa ha raggiunto livelli agghiaccianti. Siamo come dei topi di fogna, a differenza che ci sono i Gigi Vianello di turno a profumarci la merda e renderla ingeribile. La reazione naturale sarebbe quella di dare fuoco ai centri commerciali, tirare le molotov nei depositi dei grandi gruppi industriali, prendere in ostaggio i portavoci dell’industria agroalimentare, fare scioperi della fame ecc. Ma viviamo nel ricatto, schiacciati dal controllo mentale e fisico, quindi le reazioni “naturali” sono escluse, mentre il dissenso è dosato solo negli ambiti dell’attivismo politico, dell’associazionismo e dell’aggregazione spontanea spesso dettata dalle emergenze. Il resto dell’umanità, escluse le classi elitarie, si lascia andare all’ingrasso con cibi immondi, perdendo piano-piano le sembianze e la dignità umana.

Ma a parte questo, chi è Gigi Vianello? E’ il protagonista del romanzo noir di Carlotto e Abate “Io mi fido di te” – un quadretto perfetto della società italiana di oggi e della rampante media borghesia dei nuovi ricchi che si muove al confine tra legalità e illegalità, più spesso nella seconda. Nella presentazione del libro, sulla retrocopertina c’è scritto che Vianello tutto sommato a volte appare persino simpatico e che ha un suo “cupo eroismo”. Il cazzo. Gigi Vianello è un pezzo di merda che agisce solo per impulso del proprio infinito egoismo ed è esattamente della stessa pasta come tutti gli altri personaggi del romanzo – altrettanto “eroici” – è inutile relativizzare. Magari è meno ignorante degli altri personaggi e ascolta David Bowie, ma quella piuttosto è una nota di colore degli autori per non renderlo proprio insopportabile. Un noir non è mica fatto per strizzarti l’occhio e compiacerti in qualcosa, o per renderti “simpatico” quello o quell’altro personaggio. Il buon Gigi è una volpe, ma non abbastanza volpe in un mondo di cannibali, squali e zecche (se vogliamo insultare le suddette categorie). Lui si è specializzato nel commercio di alimenti tossici, cancerogeni, radioattivi, imbottiti di farmaci, pesticidi e quant’altro. ed è inevitabilmente un perfetto salutista e gestisce un ristorante da Slow Food.  Quello degli scarti è un tipo di commercio fondamentale per le industrie, per il mercato alimentare e per com’è concepito oggi. Una gallina dalle uova d’oro – solo in apparenza sia chiaro, perchè un giorno quelle uova daranno alla luce tanti piccoli “alien” di Giger.

E’ un romanzo breve ma intenso, non vorrei sparare le solite cazzate che si dicono in una pseudo-recensione, ma ti lascia veramente senza fiato. Tutto ciò di cui non si occupano più il giornalismo, la cronaca (o lo fanno in maniera banale, scandalistica e mistificatoria), tutto ciò su cui ci rassicurano o esprimono opinioni caute i vari addetti ai lavori, ormai è costretta a farlo la letteratura. Dicevo, ti lascia senza fiato perchè è fottutamente reale. Un amaro in bocca così l’ho sentito leggendo “Noi saremo tutto” di Evangelisti, ma lì si parlava di altre epoche, di un altro continente, certamente con molte eredità sul presente, mentre “Io mi fido di te” ti lascia una sensazione di panico – cominci a vedere dapppertutto Vianello, Parenti, Sambin. Te ne rendi conto che loro hanno l’egemonia culturale in questa discarica morale di paese. Per fortuna che ci sono Carlotto e Abate e ricordarcelo, anzi a spiaccicarcelo in faccia come una manciata di frattaglie di pollame infetto del Bangladesh, destinato ad essere trittato negli hamburgherini che verranno serviti ai vostri figli in mensa scolastica. Ma ahimè, non basta ricordare e pensare. E’ necessario soprattutto agire.

1 Commento »

  1. Quando la letteratura fa inchiesta, e quando la realtà supera la fiction. Questa ovviamente è solo la punta dell’iceberg, sono quelli che hanno cagato fuori dalla tazza, ma quali sono le vere proporzioni dell’avvelenamento sistematico?

    http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/truffa-roma/truffa-formaggio/truffa-formaggio.html

    Comment di sickdogs — Luglio 4, 2008 @ 12:12 pm


RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.