Una federazione intergalattica che coordinata un’ottantina di pianeti, diffonde i saperi, indica i principi etici e filosofici, in un’ottica sincretica per il raggiungimento dell’armonia in seno alla razza umana. Non poteva che chiamarsi Ecumene. Esistono ancora mondi rimasti isolati dopo le prime colonizzazioni avvenute ormai decine di migliaia di anni fa, civiltà sviluppatesi in ambienti ostili, in condizioni climiatiche estreme che ormai non ricordano più nulla delle proprie origini, solo vaghe leggende perlopiù obliate. Ogni volta che viene scoperto un nuovo pianeta abitato dagli umani, Ecumene manda degli inviati adeguatamente preparati e istruiti su ogni aspetto della civiltà con la quale devono rapportarsi. Vi si inseriscono, osservano, studiano, perfettamente integrati. Dopo anni di minuziosi studi antropologici, quando si ritiene possa essere il momento giusto per stabilire il contatto, viene mandato il Primo Inviato, da solo, con una nave spaziale piccola e poche cose che servono per comunicare con la nave madre. Non deve rappresentare una minaccia in alcun modo, deve parlare chiaro e relazionarsi con tutti alla pari, raccontare, tranquillizzare, chiedere umilmente di essere ascoltato e infine invitare di entrare a far parte della grande comunità umana. – senza condizioni, in maniera elastica. Così inizia l’avventura di Genry Ai, un terrestre che si assume l’arduo compito di avvicinare all’Ecumene il terribile quanto affascinante pianeta Gethen – in piena era glaciale che condiziona ogni aspetto dell’organizzazione sociale dei suoi abitanti ermafroditi.
Una bellissima storia che non ne risente del fatto che sia stata scritta nel lontano 1969. E’ un tipo di fantascienza filantropica quella di Le Guinn, indaga e approffondisce il ruolo della sessualità e il rapporto tra generi nelle civiltà lontane e profondamente diverse tra loro, le infinte complessità e sfumature nell’organizzazione sociale, mette in luce gli aspetti culturali più bizzarri ma sempre coerenti con la contestualizzazione delle storia, “realistici”. In parallelo vengono raccontati in prima persona il vissuto dell’inviato terrestre e di quello che corrisponderebbe all’ex “primo ministro” getheniano, inframezzati dai racconti di storia orale getheniana, risalendo fino al mito d’origine.
Della Le Guinn molto bello ed attuale oltre alla mano sinistra delle tenebre è the dispossessed, tradotto ed introvabile in italiano come “I reietti dell’altro pianeta” o “Quelli di Anarres”, su una luna di un pianeta con sistemi economici simili ai nostri esiste una società anarchica…
Comment di Isaia — Agosto 18, 2008 @ 6:13 pm
Felice di sentirti Isa!
Bellissimo “Quelli di Anarres”, l’hanno ristampato di recente in un’edizione economicissima della Nord – Cosmo Ed. (tipo senza margini ai bordi delle pagine, come l’avrebbero fatto su Anarres
Un saluto
Comment di sickdogs — Agosto 24, 2008 @ 7:20 pm